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mercoledì 30 marzo 2011

Ingurgitatori di hot dogs


Guardate il tizio qua sopra e la ragazza a fianco. Magri vero? Eppure sono tra i campioni mondiali quando si tratta di mangiare, in particolare del divorare in fretta e furia.
Lui si chiama Joey Chestnuts ed è un American competitive eater, un professionista delle competizioni in cui vince chi ingurgita di più e in meno tempo possibile. Questo giovane studente di ingegneria è diventato il campione mondiale del settore battendo Takeru “Tsunami” Kobayashi buttandosi nello stomaco ben 66 hot dogs in 12 minuti.
Fermatevi un secondo e provate a pensare cosa voglia dire mangiare 66 panini di seguito. ---- Paura eh! E tutti in poco più d 10 minuti! Incredibile.
Un record assoluto fino a quel momento, un primato migliorato ulteriormente nel 2009 quando riuscì ad arrivare alla stratosferica cifra di 68 hot dogs, sempre a danno del povero Tsnumani Kobayashi che ne avrà mangiati un paio di meno…

mercoledì 2 marzo 2011

Cibi al volo

Al buon cibo non bisogna rinunciare mai. Nemmeno in viaggio.
La pensano così anche i tanti appassionati di www.airlinemeals.net, una comunità dedicata a tutto quello che di commestibile viene servito sugli aeroplani di tutto il mondo. Basta cliccare sul nome di una compagnia aerea e appaiono, nell’ordine: una chiara fotografia di quanto le hostess hanno servito, tutti i dettagli del volo (durata del viaggio, modello di aeroplano…), la classe (business o economy) e soprattutto il giudizio sul menù (con un voto da 1 a 10 spesso accompagnato da un utile commento).

giovedì 9 dicembre 2010

Sedia elettrica per crostacei


C’è chi pensa che a volte una bella scossa elettrica da 110 volt sia il minore dei mali. Per esempio se serve a togliere quel fastidioso senso di colpa che ci colpisce quando mangiamo un’aragosta e non riusciamo a non pensare alla tragica fine fatta dal povero crostaceo prima di finire sul nostro piatto.
Sapete di cosa sto parlando vero? L’animale è nato sfortunato. Non solo è considerato cibo prelibato e raffinato e quindi destinato a finire in tavola, ma ha pure la sfiga di perdere il suo sapore appena muore. Così, per soddisfare il nostro palato, deve essere immerso ancora vivo nell’acqua bollente e perire tragicamente tra le bolle.
La cosa vi fa soffrire ma non potete proprio rinunciare al gusto della prelibata aragosta? Nessun problema! C’è Crustasun, una società inglese che viene in vostro soccorso per togliervi di torno quel fastidioso retropensiero sulla sofferenza del povero crostaceo che rischia di rovinarvi la digestione.